Al centro della storia c'è Michele (Giuseppe Pagano), un uomo appena dimesso da un manicomio, che prende tutto alla lettera ed è totalmente incapace di comprendere le metafore o l'ironia.
Il titolo fa riferimento all'insegnamento che il medico del manicomio dà alla sorella di Michele: per evitare reazioni pericolose e mantenere la calma, bisogna assecondarlo in tutto. Tornato a casa, l'uomo crea una serie infinita di equivoci e situazioni comiche: interpreta in modo letterale le frasi di cortesia o le esagerazioni degli altri (come fanciulleschi desideri di matrimonio o propositi di morte), scatenando il caos nella vita di parenti e conoscenti, il finale dell’Opera mette in risalto la paura la rocambolesca risoluzione dei problemi dell’umanità al fine a tutti i costi di ottenere sempre il proprio rendiconto paragonabile alla follia reale sottolineata da chi non è più in grado di avere una logica nella vita.
9. 22/08/26 - Sale e Pe