La commedia mette in scena lo scontro fra miseria e nobiltà, fra ricchi e poveri, fra invisibili e potere sbruffone e arrogante, attraverso un umorismo grottesco e tagliente, che in mano agli attori funziona come un meccanismo ad orologeria. Edoardo Scarpetta è stato prodigo di trovate paradossali, amori, agnizioni, travestimenti in una trama che è assai complesso riassumere, ma che procede con ritmo incalzante, inanellando intrighi e rivelazioni, macchinazioni, inganni, “incidenti” che sembrano minacciare rovinosamente improbabili castelli di carte... «In un pianeta dove i ricchi sono sempre più ricchi, grazie ai poveri che sono sempre più poveri, non ci resta che... ridere» sostiene il regista. «E qui Franco Zappalà che ha una doppia funzione, giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne a Eduardo e ai suoi epigoni. Ancora oggi, tra commedia dell’arte e tragicomica attualità, i personaggi di Scarpetta, privi di approfondimento psicologico, vivono e scatenano il buonumore e le mille possibili riflessioni che l’affresco satirico di un’intera umanità può suggerire. Un’opera comica, dunque, per anime compatibili con la risata, in attesa del miracolo».